Referendum Roma 2024, al via la raccolta firme dei Radicali. Montezemolo: “Volontà popolare già espressa”

E’ partita la raccolta firme dei Radicali italiani per chiedere un referendum sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Nella sede di via dell’Umiltà della stampa estera sono state raccolte, alla presenza di un autenticatore come richiede la legge, le prime adesioni ufficiali di Emma Bonino, Riccardo Magi, Alessandro Capriccioli, Oliviero Beha. “Noi oggi avviamo la raccolta delle prime 1.000 firme necessarie per depositare il quesito in Campidoglio. La procedura del referendum comunale prevede che ci siano 1.000 firme di promotori, che depositano il quesito – ha detto Magi – Ora raccoglieremo le prime delle 1.000 firme, nei prossimi giorni completeremo questa raccolta e le depositeremo, poi l’amministrazione comunale avrà un mese di tempo per darci l’ammissibilità o meno del quesito”. Diverse le personalità del mondo dell’informazione e della cultura che hanno aderito dal primo momento alla campagna dei Radicali per il referendum su Roma 2024, tra cui Paolo Mondani, Oscar Giannino, Vittorio Roidi, Fernando Ferrigno.

Con il via alla raccolta delle prime mille firme, entra così nel vivo la campagna dei Radicali per chiedere un referendum sulla candidatura italiana alle Olimpiadi del 2024. Nella prima fase quindi occorrono mille sigle per depositare la richiesta di quesito al Comune di Roma, che entro un mese sarà chiamato a dare un parere sull’ammissibilità o meno. In caso di risposta positiva del Campidoglio, i proponenti avranno un ulteriore mese di tempo per partire con la raccolta delle 28mila firme necessarie, rispondenti all’uno per cento della popolazione romana. A questo punto l’iter prevede passi un anno dal raggiungimento del monte firme previsto alla data di svolgimento del referendum. Logico pensare, quindi, che l’eventuale passaggio alle urne possa tenersi tra aprile e giugno del 2017. Praticamente a ridosso dalla decisione del Comitato olimpico internazionale sulla citta’ che si aggiudichera’ i Giochi del 2024, prevista il 13 settembre 2017. “A meno che non si decida di accorpare questo referendum ad altre sessioni elettorali – ha spiegato Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani.

“Io non sono pregiudizialmente contro i grandi eventi, sono stata sostenitrice di Expo, e non penso che facciano solo danni – ha commentato Emma Bonino – Ritengo però che nell’attuale situazione italiana, e romana, sia giusto aprire un grande dibattito e che i cittadini siano chiamati a condividere certe scelte”.

Il presidente del Comitato promotore di Roma 2024, Luca di Montezemolo, ha risposto: “Non siamo contrari alla consultazione referendaria, non spetta a noi proporla, ma la volontà popolare è già stata manifestata. La candidatura di Roma ai Giochi del 2024 è stata promossa lo scorso 24 giugno dall’86% dell’Assemblea capitolina, organismo democratico, espressione della volontà popolare. La decisione è stata condivisa dalla stragrande maggioranza dei romani e degli italiani, come certifica il sondaggio Ipsos presentato a Losanna al presidente del Cio Thomas Bach. Tre italiani su quattro sono favorevoli alla candidatura e due terzi della cittadinanza romana abbraccia il sogno olimpico. Una volontà che non è influenzata dall’imminente campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco”.

E ancora. “L’espressione popolare dell’Assemblea capitolina ha avviato il nostro percorso in cui sono state coinvolte istituzioni, municipi, associazioni ambientaliste, associazioni sportive di base, scuole e università, mettendo in moto un confronto complementare per una totale condivisione nelle scelte – ha spiegato Montezemolo – La nostra priorità è chiudere il dossier e il business plan che presenteremo ufficialmente al Cio il 17 febbraio prossimo. Fra meno di un mese ogni cittadino, ogni contribuente conoscerà il progetto nella sua interezza. Non abbiamo mai parlato di numeri e per questo la posizione dei Radicali risulta pregiudiziale. Non siamo contrari alla consultazione referendaria, non spetta a noi proporla, ma la volontà popolare è già stata manifestata dalla delibera votata a larghissima maggioranza in Consiglio comunale. L’eventuale referendum sarebbe unicamente abrogativo e andrebbe contro la scelta democratica già effettuata dai cittadini romani, annullando il supporto dimostrato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal governo italiano, dal Comune di Roma, dai municipi e dalle altre realta’ territoriali, scuola, università e associazioni fino ad ora incontrate”, ha concluso Montezemolo.

Ma Ragi non molla. “Nei giorni scorsi, c’è stato il viaggio a Losanna di Montezemolo, Malagò e Renzi, e questa impresa olimpica è stata definita come una sfida o addirittura come un’offensiva. Il nostro Paese e la Capitale crediamo non abbiano bisogno di prove di forza ma della capacità di pianificare gli interventi, di una visione a medio-lungo periodo il più possibile strategica rispetto alle opere pubbliche – ha proseguito il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi – In questo momento non è stata ancora prodotta nessuna documentazione, né un budget preventivo, né un piano degli interventi, né uno studio di fattibilità né di compatibilità economico-finanziarie, quest’ultimo quello che portò nel 2012 l’allora premier Monti a ritirare la candidatura per le Olimpiadi del 2020, già avviata dall’allora sindaco Alemanno”, ha aggiunto. Per Magi “la situazione economico-finanziaria del nostro Paese non è molto cambiata, per quanto alcuni indicatori siano più positivi, ma soprattutto il punto è un punto di merito, che la richiesta di referendum avrebbe immediatamente il beneficio di aprire questo dibattito pubblico”.

Intervenendo alla Camera per illlustrare la mozione in cui si chiede di sottoporre a referendum la decisione di fare le Olimpiadi del 2024, Stefano Fassina, candidato sindaco di Roma e deputato ha commentato: “Roma ha bisogno di uno sviluppo sostenibile programmato. La proposta di Olimpiadi è tipica di una classe dirigente miope e distante. Chiediamo al governo di non continuare a trattare Roma
come una città coloniale. Il Paese ha un enorme debito pubblico, come è grande il debito capitolino. Per un’operazione del genere si devono valutare i costi/opportunità – ha proseguito Fassina alla Camera – Si deve sapere cosa si può realizzare per Roma con i soldi che si vogliono spendere per le Olimpiadi. Roma ha bisogno di mobilità sostenibile, fondi per superare l’emergenza abitativa e per rigenerare le periferie in grandi difficoltà”..

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